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La Collezione Contini Bonacossi è finalmente fruibile, inserita nel regolare percorso di visita degli Uffizi.

savoldo-internoSi tratta di una collezione di dipinti (Cimabue, Duccio di Boninsegna, Sassetta, Andrea del Castagno, Giovanni Bellini, Goya, El Greco, Velàsquez, Zurbaràn, Crespi, Tintoretto, Veronese ecc.), di sculture (Bernini, Amadeo ecc.), ma anche mobilie e maioliche di straordinario valore, rimasta per molti anni poco visibile in un'ala minore della Galleria.

La vicenda legata alla donazione della collezione allo Stato Italiano fu estremamente controversa, e oggetto di numerose polemiche. Solo nel 1969, a distanza di quasi 15 anni dalla morte del Conte Alessandro Contini Bonacossi, una parte della collezione – che comprendeva un migliaio di oggetti fra dipinti, disegni, sculture, maioliche, mobilia – fu selezionata da un team di esperti per giungere, dopo un periodo presso la Meridiana di Palazzo Pitti, alla Galleria degli Uffizi nel 1998. Finora visitabile con difficoltà,  la collezione torna ad essere finalmente godibile nella sua interezza, essendo inserita nel regolare percorso di visita degli Uffizi, nel nuovo allestimento scandito in otto sale (Fondi oro, Andrea del Castagno, Bellini, Bramantino, Mobilia, Scultura, Maiolica, Bernini). Nelle nuove sale, insieme ai dipinti e alle sculture, si possono ammirare anche mobili, maioliche e oggetti vari.

Per avere un'idea dell'entità della collezione ecco un elenco delle opere principali:
Cimabue, Maestà con i Santi Francesco e Domenico (attr.); Duccio di Boninsegna, Madonna col Bambino (attr.); Sassetta, Pala della Madonna della neve; Paolo Veneziano, Storie di San Nicola di Bari; Andrea del Castagno, Madonna di Casa Pazzi; Giovanni Bellini, San Girolamo; Jacopo Bassano, Madonna con Bambino e san Giovannino; Bramantino,  Madonna con Bambino e otto santi; Savoldo, Maria Maddalena; Tintoretto, Diana e Endimione, Ritratto d'uomo con pelliccia;
Veronese, Ritratto di Iseppo d'Apporto; Giuseppe Maria Crespi, Sguattera, Famiglia del pittore; Francisco Goya, Torero; El Greco, Lacrime di San Pietro (attr.) ; Diego Velásquez, Acquaiolo di Siviglia,  Ritratto equeste di Filippo IV di Spagna (attr.); Francisco de Zurbarán, Sant'Antonio Abate. Nella sezione deldicata alla scultura spicca un capolavoro giovanile di Gian Lorenzo Bernini, il San Lorenzo sulla graticola.

Alessandro Contini Bonacossi fu grande collezionista - inizialmente in campo filatelico e successivamente di dipinti e sculture dal XIII al XVIII, perlopiù di produzione spagnola e italiana – e mercante d'arte. Decisivi furono i suoi sodalizi con importanti storici e critici d'arte (prima Roberto Longhi, poi Bernard Berenson, infine Federico Zeri) che, con le loro consulenze, ne orientarono gli acquisti. Durante i numerosi viaggi negli Stati Uniti entrò in contatto, vendendo una serie di importanti opere, con figure chiave del collezionismo americano, come Simon Guggenheim e soprattutto Samuel Kress, la cui collezione privata costituisce uno dei più notevoli nuclei della National Gallery di Washington.

La sua collezione “di famiglia” era conservata all'interno della residenza fiorentina di Villa Vittoria (l'attuale centro di congressi, in piazza Adua), che si ispirava ad analoghi esempi di case-museo illustri dell'epoca, come la residenza dell'antiquario Stefano Bardini, ma anche lo stesso Palazzo Davanzati.
Organizzatore di mostre, patrocinatore di interventi di restauro, iniziò presto una politica di donazioni in varie città d'Italia (Roma, Prato, Bologna) che culminò col prezioso lascito – per quanto travagliato e ridimensionato – alla città di Firenze. Un lascito che finalmente, dal 1 marzo, è godibile anche dal grande pubblico.

Il nuovo allestimento delle sale è stato possibile grazie al contributo delle Associazioni Amici degli Uffizi e Friends of the Uffizi Galleries

 

 

 

Pubblicato il 27/2/2018

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