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Chi vuole tuffarsi nelle belle tradizioni dei mestieri a Signa può visitare il Museo della Paglia e dell'Intreccio.

Il Museo della Paglia è intitolato a Domenico Michelacci, che agli inizi del Settecento avviò la produzione di paglia museo-paglia-signa-su scala industriale. Fino agli anni Cinquanta del Novecento Signa fu il centro della manifattura di cappelli realizzati in questo materiale ed il celebre cappello di paglia di Firenze, uno dei simboli della città, deriva proprio da qui.

Le varie sale espositive del Museo sono destinate a presentazioni permanenti e a mostre tematiche. In particolare, nelle prime due sale sono esposti vari tipi di paglia, grano, trecce, ornamenti e "bigheri", ossia le trine che le nostre nonne nei primi decenni del Novecento cucivano sugli orli di vestiti e altri indumenti per impreziosirli.

In una sala del Museo si trovano gli attrezzi necessari alla lavorazione manuale della paglia e del cappello. Macchine ed attrezzature varie sono comunque esposte in tutti gli ambienti. E' presente anche un'aula a disposizione di studiosi, che possono così usufruire del materiale raccolto o elaborato dal Museo per le loro ricerche.

La storia della paglia si rinviene nella Toscana del XVI secolo, quando si lavoravano cappelli di paglia di raffinatezza tale da divenire motivo di orgoglio per la stessa corte, tanto che il granduca Cosimo I ne mandò in dono numerosi esemplari a vari sovrani d'Europa per omaggiarli. Nel XVIII secolo i navicellai dal Ponte a Signa attraverso l'Arno trasportavano le loro merci da Firenze a Pisa e al porto di Livorno e vendevano, in particolare agli stranieri di origine inglese, i cappelli di paglia ribattezzatti Leghorn hats proprio perché venduti nel porto labronico. La paglia usata era quella residua della battitura del grano.

Una storia dei giorni nostri romantica e curiosa riguarda invece una bellissima gonna in paglia giunta al Museo dall'altra parte del globo, la Nuova Zelanda. Il signor Michael Barker, cittadino neo-zelandese, aveva acquistato la gonna nell'anno 1955 durante la sua visita a Firenze al Mercato del Porcellino. Il regalo era destinato alla fidanzata poi divenuta sua moglie. Nel 2017 però la signora è mancata e il signor Barker ha voluto omaggiarne il ricordo rimandando la gonna in Italia e adesso fa parte della collezione permanente del Museo. Un gesto molto generoso e significativo.

Il Museo della Paglia e dell'Intreccio è stato inaugurato nel 1997 su iniziativa di un gruppo di persone riunite nell'Associazione Museo della Paglia e dell'Intreccio. Il 16 ottobre 2017 l'Associazione ha donato al Comune di Signa le collezioni per la costituzione del nuovo Museo Civico della Paglia, che momentamentemente rimane negli stessi locali di Via degli Alberti di proprietà del Comune, ma che ben presto sarà trasferito in una nuova struttura museale appositamente ristrutturata dal Comune di Signa.

 

Museo della Paglia e dell'Intreccio di Signa

 

 

Pubblicato il 7/3/2018

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