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Se vieni a Firenze, anche per un solo giorno, non puoi perderti questo straordinario museo.

Tanti sono i motivi per visitarlo: la sua collezione, unica al mondo, di sculture rinascimentali e non solo (Michelangelo, Donatello, BARGELLO-PICCOLOVerrocchio, Della Robbia, Cellini, Giambologna, Bernini) ma anche di arti minori… conservata all’interno di uno dei palazzi più antichi di Firenze, particolarmente ricco di storia, a due passi da Piazza Signoria.

Lungo via del Proconsolo, nei pressi di piazza San Firenze, è impossibile non imbattersi in questo palazzo dal coronamento merlato e dall’alta torre, di fronte alla Badia Fiorentina. La sua lunga storia inizia nel 1255, come Palazzo del Capitano del Popolo, ma numerose altre sono state le sue destinazioni nel corso dei secoli: Palazzo del Podestà, Palazzo del Bargello (il quartier generale della Polizia di allora), Prigione. Nel 1865, al termine di un accurato restauro - che restituì peraltro la grandiosità degli ambienti grazie all’abbattimento dei muri delle celle - questo palazzo è diventato finalmente sede del Museo Nazionale del Bargello.

Milioni di turisti vengono ogni anno a Firenze per il David di Michelangelo, ma non sanno che questo museo vanta, nella prima sala a pian terreno, una collezione di opere del grande artista (il Bacco, il Tondo Pitti, il Bruto, l’Apollino-Amore) che nulla ha da invidiare alla Galleria dell’Accademia. Un altro vanto del museo sono, nell’immenso salone al primo piano, le straordinarie sculture di Donatello (dal San Giorgio ai due David, bronzeo e marmoreo, dal Marzocco all’Atys), autentici capisaldi della storia dell’arte. 
Ma accanto a questi numi tutelari della scultura italiana è possibile ammirare anche opere di altri artisti, e di altre epoche: Verrocchio (il David, la Dama col mazzolino), le terrecotte invetriate dei Della Robbia (a partire dal capostipite della famiglia, Luca), Desiderio da Settignano, Mino da Fiesole, Brunelleschi (sua, accanto a quella del Ghiberti, è la formella per il Battistero del famoso concorso del 1401). Il Cinquecento comprende Giambologna (il celebre Mercurio, le sculture per la Grotta degli Animali della Villa medica di Castello, i numerosi bozzetti), Cellini (il basamento originale per la statua del Perseo, con i relativi bozzetti)… fino ad arrivare al Bernini (il busto di Costanza Bonarelli).

Però il Bargello non è solo scultura. Nella sterminata serie di sale dei piani superiori si ammira una collezione di arti minori veramente da capogiro: armi, cammei, avori, arazzi, porcellane di ogni epoca e provenienza, molti dei quali frutto della donazione dell’antiquario lionese Luigi Carrand. In una di queste sale sostavano i condannati a morte prima dell’esecuzione capitale: si tratta della Cappella del Podestà (o Cappella della Maddalena), affrescata da Giotto e bottega, dove, nella scena del Giudizio Universale, in particolare nel Paradiso, si trova il più antico ritratto di Dante.

Anche il suggestivo cortile due-trecentesco, che ospita una serie di interessanti sculture, è un luogo ricco di storia: qui venivano  eseguite le sentenze capitali… e sempre qui, nel 1786, avvenne il rogo di tutti gli strumenti di tortura, in concomitanza con l’abolizione della pena di morte voluta da Pietro Leopoldo di Lorena, Granduca di Toscana.

Se non ci sei ancora stato, devi assolutamente venirci. Se ci sei già venuto, ritornaci... magari approfittando di una delle tante mostre che vi vengono continuamente organizzate.

Ti aspettiamo al Bargello!

 

 

Pubblicato il 5/12/2017

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