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San Giovanni è il vero e proprio cuore della città, il cui nome deriva dal Battistero, posto di fronte alla cattedrale gotica di Santa Maria del Fiore.

pieta-intE' in questa piazza che si radunano alcune delle opere architettoniche più note della città, il Campanile di Giotto, la Cupola del Duomo, il già citato Battistero e la Cattedrale.

La  cattedrale gotica di Santa Maria del Fiore sorse sulla più antica basilica di Santa Reparata, su progetto di Arnolfo di Cambio, che iniziò i lavori nel 1296; Brunelleschi la completò solo nel 1436 con l'elegante Cupola, completamente affrescata nella parte interna dal Vasari e dallo Zuccari.  L'ultimo intervento sulla cattedrale, col completamento della facciata, risale alla seconda metà dell'Ottocento. Pare infatti strano, ma la facciata era rimasta "grezza" fino a quella data.

Sul lato destro della Cattedrale si erge il Campanile, progettato da Giotto nel 1334, a pianta quadrata e rivestito da marmi bianchi, verdi e rossi, decorato da formelle e sculture, alleggerito da bifore e trifore.

Di fronte al Duomo, il Battistero di san Giovanni, del 1128: un capolavoro in stile romanico fiorentino, le cui forme ottagonali sono completamente rivestite in marmo bianco e verde.  Nella cupola interna si trova uno scintillante Giudizio Universale realizzato  interamente in mosaico. Le splendide porte in bronzo (adesso sostituite da copie, gli originali sono visibili all'interno del Museo dell'Opera del Duomo) sono opera di Andrea Pisano e Lorenzo Ghiberti.

Quello del Duomo di Firenze è un corpo unico fatto da tante parti, fra cui il Museo dell'Opera del Duomo, che ne completa la visita, visto che qui si conservano opere d'arte provenienti da S. Maria del Fiore, dal Battistero e dal Campanile, fra cui le sculture realizzate per la facciata del Duomo. La grande sala del Paradiso espone una ricostruzione in scala 1:1 della facciata del Duomo realizzata da Arnolfo di Cambio e le tre porte originali del Battistero, compresa la Porta del Paradiso di Lorenzo Ghiberti. Le opere più significative sono la Pietà di Michelangelo, le varie sculture di Donatello come la Maddalena e la Cantoria, il Bonifacio VIII di Arnolfo di Cambio, e la seconda Cantoria realizzata da Luca della Robbia.

Ma San Giovanni è anche il quartiere dove visse la Famiglia Medici, come testimonia Palazzo Medici Riccardi, il palazzo di via Larga commissionato da Cosimo il Vecchio a Michelozzo nel 1444. Il Palazzo, museo oltre che sede della Città metropolitana, ha dei veri capolavori come la Cappella dei Magi, affrescata da Benozzo Gozzoli nel 1459, una Madonna di Filippo Lippi, la Sala di Luca Giordano e un museo di Marmi antichi.

La chiesa dei Medici fu la vicina San Lorenzo, un complesso articolato in vari ambienti museali di grande interesse. Su una chiesa di origine medievale Brunelleschi intervenne con lavori di ampliamento, fra cui si annovera la splendida Sacrestia Vecchia. Più tardi anche Michelangelo lavorò per i Medici, realizzando la Sacrestia Nuova, cappella funeraria della Famiglia. Il celebre Museo delle Cappelle Medicee ospitano le tombe di alcuni membri della famiglia.

Il quartiere di San Giovanni racchiude anche due luoghi meno conosciuti ma interessanti: il Chiostro dello Scalzo con gli affreschi monocromi di Andrea del Sarto e del Franciabigio e il Cenacolo di Sant'Apollonia, dove si trova una Ultima Cena opera di Andrea del Castagno.

Il Convento di san Marco è un luogo ricco di storia: fu ricostruito e ampliato per volere di Cosimo il Vecchio da Michelozzo, conserva gli splendidi affreschi con cui il Beato Angelico, monaco e pittore, decorò le celle dei frati. Fu il convento dove visse il domenicano Girolamo Savonarola e in tempi più recenti, Giorgio La Pira. Da vedere anche l'elegantissima Biblioteca progettata da Michelozzo nel 1448, che contiene antichi codici miniati e fu la prima biblioteca pubblica del Rinascimento.


Poco distante uno dei musei più conosciuti di Firenze, la Galleria dell'Accademia con, fra le altre opere, le famose sculture di Michelangelo, fra cui il celeberrimo David e i Prigioni. Numerosi anche i dipinti, qui raccolti dal Granduca Pietro Leopoldo per facilitare lo studio dei giovani artisti dell'Accademia d'Arte, che ancora si trova a lato della galleria.

Veramente interessante anche l'Opificio delle Pietre Dure, istituito nel 1588 da Ferdinando de' Medici, e ancora oggi un importante centro di restauro di intarsi e mosaici, ed espone una raccolta di disegni, studi e lavori a intarsio.

Una delle piazze più belle della città è quella della Santissima Annunziata, su cui domina la Basilica fondata nel 1250, ampliata a più riprese ed è oggi tra i più importanti santuari fiorentini. Il Chiostrino dei Voti e il Chiostro dei Morti conservano affreschi di Andrea del Sarto, Rosso Fiorentino, Franciabigio e Pontormo. All'interno, il tempietto dell'Annunziata, disegnato da Michelozzo, ospita un'immagine della Madonna che ha fama di essere miracolosa.

La piazza è scenografica, grazie all'elegante Spedale degli Innocenti capolavoro di Filippo Brunelleschi dalla loggia decorata con tondi di terracotta invetriata di Andrea della Robbia. Destinato ad accogliere i bambini abbandonati, ancora oggi ospita attività per l'infanzia, e un museo di opere tra cui l'Adorazione dei Magi del Ghirlandaio, che con il nome MUDI (Museo degli Innocenti) ha anche una sezione attivissima per i più piccoli.

Sulla stessa piazza si affaccia anche il Palazzo alla Crocetta che ospita il Museo Archeologico Nazionale:  una ricca raccolta di antichità iniziata dai Medici e proseguita dai Lorena, con importanti pezzi relativi alla civiltà e all'arte etrusca quali la Chimera di Arezzo, l'Arringatore, la Minerva di Arezzo, oltre ad alcune tombe situate nel giardino. Il museo conserva anche importanti reperti greci e un'eccezionale sezione egizia, con il famoso carro della XVIII dinastia.

Sul versante scientifico, il Museo di Storia Naturale dell'Università di Firenze ha alcune interessanti sezioni riunite in via Lamarmora: Geologia e Paleontologia, Mineralogia e Litologia e l'Orto Botanico o Giardino dei Semplici furono voluti dai Medici e poi arricchiti sotto i Lorena; la sezione di Botanica, invece, risale al secolo scorso.

 

 

 

Pubblicato il 9/4/2018

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