Questo sito utilizza cookie tecnici e cookie di profilazione.

Continuando la navigazione acconsenti al loro utilizzo. Visualizza l'informativa estesa

Accetto

fbtwytin

Scegli lingua:

02

Firenze non solo Rinascimento. Colmando una lacuna durata molti anni, Firenze arricchisce la propria offerta culturale dotandosi di un nuovo museo dedicato all’arte moderna e contemporanea.

de chiricoUn luogo inaugurato nel 2014 nel cuore della città (nell’ex Spedale delle Leopoldine in Piazza Santa Maria Novella) che è anche il centro di un'intensa  programmazione di eventi: proiezioni, conferenze, concerti, attività didattiche.
Uno spaccato dell’arte italiana del XX secolo viene riproposto attraverso 300 opere (dipinti, sculture, video, istallazioni e documenti) lungo un percorso espositivo che si snoda in 15 ambienti, tutti corredati da tecnologie multimediali di ultimissima generazione.  Un cammino a ritroso nel tempo, dagli anni Novanta ai primi del Novecento, con un focus speciale sul ruolo svolto da Firenze all’interno di questa lunga e articolata stagione artistica. 

Le prime sezioni mostrano le opere, in comodato, degli ultimi decenni dalla fine del secolo. Seguono le collezioni civiche del Novecento, nate su impulso del critico Carlo Ludovico Ragghianti il quale, all’indomani dell’alluvione del ’66, promosse la costituzione di un museo di arte contemporanea. Fra queste, gli importanti nuclei della Collezione Della Ragione (opere di Morandi, De Pisis, Mafai, Guttuso, Vedova, Donghi, Casorati, Sironi, Fontana, Martini, Marino Marini) e del lascito del pittore fiorentino Alberto Magnelli; delle quindici sezioni una è dedicata al Maggio Musicale Fiorentino e una alla nascita della moda italiana (due momenti fondamentali nella storia culturale del Novecento fiorentino). Il percorso si chiude, nell’altana, con un collage di film girati a Firenze nel Novecento.

Ecco, in sintesi, i contenuti delle varie sezioni: “Controtendenza alla Biennale di Venezia del 1988” (le sculture geometriche e astratte dei fiorentini Catelani, De Lorenzo e Guaita); “Traiettorie internazionali” (tre realtà fiorentine degli anni ‘70: la Galleria Schema, il centro di produzione video art/tapes/22 e Zona non profit art space); “Installazioni” (una serie di opere, fra le quali l’aforisma a neon “Everything might be different” di Maurizio Nannucci, che dialogano col loggiato rinascimentale); “Contaminazioni artistiche”(le ibridazioni di generi artistici negli anni ’60 e ’70: l’influenza neo dadaista di Fluxus, la poesia visiva, Architettura Radicale); “Cinema d’artista” (produzioni indipendenti e sperimentali degli anni ’60 e ’70 influenzate dal cinema underground americano); “Carlo Ludovico Ragghianti e il progetto MIAC” (la risposta all’appello del grande critico: opere di Fontana, Cagli, Vedova, Berti, Moretti, Basaldella); “Alberto Magnelli” (una selezione di opere, tra il 1914 e il 1968, del grande pittore fiorentino considerato fra i padri fondatori dell’astrattismo europeo); “Moda, la nascita di Pitti” (le origini, dalla prima sfilata italiana di moda nella Sala Bianca di Palazzo Pitti nel 1952); “Il Maggio Musicale Fiorentino” (disegni, figurini di costumi, bozzetti e modellini di scena, realizzati dai più grandi artisti - De Chirico, Savinio, Sironi - per il più antico Festival musicale d’Italia, con documenti sonori dell’epoca); “Collezione Alberto della Ragione” (la straordinaria raccolta donata al Comune di Firenze da Alberto Della Ragione, ingegnere navale, mecenate e grande collezionista:  Morandi, De Pisis, Mafai, Guttuso, Vedova, Donghi, Casorati, Sironi, Fontana, Martini, Marino Marini); “Collezione Palazzeschi” (opere di Filippo De Pisis, dalla collezione privata del poeta fiorentina, che testimonia l’intenso scambio culturale fra i due artisti); “Ottone Rosai” (alcune opere del celebre artista fiorentino, morto nel 1957, fra le quali la serie di ritratti dell’intellighenzia fiorentina dell’epoca); “La civiltà delle riviste” (il fondamentale ruolo svolto dalle riviste fiorentine, espressione della vivacità culturale di questo periodo, fra avanguardie e recupero della tradizione figurativa del Tre e Quattrocento: Soffici, Chiglia, Costetti, Tozzi, Oddone, Cavaglieri) “Aggiornamenti sulle avanguardie internazionali” (L’influenza della pittura francese, in primis Cézanne, veicolata da Ardengo Soffici; il “futurismo toscano”, sempre aggiornato sulle avanguardie internazionali, di Primo Conti); “L’idea di Firenze nel cinema” (Un video di venti minuti con un’antologia dai film più rappresentativi - da Vita futurista del 1916 a Un tè con Mussolini del 1999 - per documentare l’idea di Firenze nel corso del secolo.

Approfondisci sul sito ufficiale del Museo Novecento.

 

 


Pubblicato il 21/11/2015

Approfondisci su mappa


Aree naturali protette Aree naturali protette
Cosa fare Cosa fare
Dove dormire Dove dormire
Dove mangiare Dove mangiare
Esercizi storici Esercizi storici
Eventi Eventi
Luoghi di interesse Luoghi di interesse
Servizi e utilità Servizi e utilità
Shopping Shopping