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Seguendo il fiume Arno nel tratto che va da Figline Valdarno a Firenze, il cosiddetto Valdarno Superiore, si suggerisce un itinerario circolare che ha come fil rouge castelli, ville e pievi.

ponte mediceoSeguendo il fiume Arno nel tratto che va da Figline Valdarno a Firenze, il cosiddetto Valdarno Superiore, si suggerisce un itinerario circolare che ha come fil rouge castelli, ville e pievi.

Si lascia Firenze costeggiando la riva destra dell’Arno, e si rientra seguendo quella sinistra, attraversando il fiume al ponte di Figline. Da Firenze, seguendo la statale 67 del Muraglione in direzione di Pontassieve, si osservano a sinistra le colline che scendono da Fiesole, coperte di viti, olivi e cipressi; da segnalare, lungo la strada, la rocca Tedalda all’altezza di Sant’Andrea a Rovezzano; la maestosa villa delle Falle, a Compiobbi, immersa nei vigneti; la pieve di San Giovanni Battista a Rèmole, alle Sieci, romanica, dal campanile ornato di bifore leggiadre; proseguendo, prima di arrivare a Pontassieve, si notano magnifici scorci del fiume e delle colline circostanti.

Dalle Sieci una deviazione porta al castello del Trebbio di Santa Brigida. Pontassieve nasconde nella parte antica due porte del ‘300 e uno splendido ponte mediceo sulla Sieve. Da Pontassieve si segue la statale 69, verso Arezzo: la valle, nel primo tratto è abbastanza stretta, si apre nei pressi di Rignano in panorami di grande bellezza. All’altezza della stazione e dell’antico monastero di Sant’Ellero si può scegliere: salire fino a Donnini per incontrare, lungo il probabile tracciato dell’antica via Cassia vetus, le pievi romaniche di Pitiana, San Donato in Fronzano e Sant’Agata in Arfoli, riscendere poi a Reggello e alla splendida pieve di Cascia, e da qui a Figline; oppure proseguire lungo la statale, incontrando prima l’eclettica villa di Sammezzano, immersa in un bel parco romantico, e poi la torre del Castellano, edificata nel ‘300 dai conti Guidi di Poppi.

La statale passa sulla riva sinistra del fiume all’altezza di Incisa in Val d’Arno, ma noi ci teniamo su quella destra e passiamo il ponte a Figline Valdarno, che offre al visitatore, tra l’altro, la Collegiata di Santa Maria e il suo museo di arte sacra, e il secentesco loggiato dell’ospedale Serristori. Sulla via del ritorno la statale ci porta a Incisa in Val d’Arno, con i resti del vecchio ponte sull’Arno. Si costeggia il fiume lungo la strada provinciale fino a Rignano sull’Arno da cui si sale a Volognano e si ridiscende a Rosano, con l’abbazia benedettina di Santa Maria, immersa in un bellissimo paesaggio di olivi e viti.

Da Rosano si prosegue per le gualchiere di Rèmole, un complesso archeologico preindustriale di grande interesse, dove fino dal ‘300 i panni di lana venivano “gualcati” o “follati” per renderli più spessi.

Da qui si raggiunge l’abitato di Candeli, sovrastato dall’imponente villa La Tana, e poi la pieve di Ripoli, ultima testimonianza di architettura romanica dell’itinerario. Una deviazione assai piacevole è quella che da Rignano sale a San Donato in Collina e scende a Bagno a Ripoli passando dalla frazione del Bigallo, con l’omonimo Spedale dei pellegrini, completamente ristrutturato e adibito a ostello: dalla cosiddetta Apparita, che si incontra prima del Bigallo, la conca di Firenze “appare” all’improvviso e si apre al viaggiatore con un colpo d’occhio, particolarmente suggestivo al tramonto.

 

 

 

 

 

Pubblicato il 31/5/2013

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