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Nome conosciuto ovunque e legato a un prestigioso vino, il Chianti è un territorio di grande bellezza condiviso fra Firenze e Siena.

Vi proponiamo la scoperta di questo territorio lungo la via Cassia, dove ripercorrere le tappe dei pellegrini e viandanti che durante il Medioevo raggiungevano Roma dal Nord Europa con tutto ciò che questo ha comportato: pievi, borghi, ospizi, abbazie.

badia di passignano scorcioIn alternativa si può percorrere la più veloce superstrada Firenze-Siena, a ogni modo, con qualunque mezzo lo si visiti, auto, moto, bici o autobus, sono molte le possibilità per soggiornare e godersi qualche giorno di vacanza nell’atmosfera rilassante del Chianti gustando le specialità gastronomiche del luogo accompagnate dai vini che lo hanno reso famoso in tutto il mondo.

LA VIA CASSIA

L’attuale via Cassia non corrisponde, almeno nel tratto toscano, all’antica strada romana e neppure al tracciato medievale della via Francigena che correva lungo la Valdelsa. Dal XV sec. fu chiamata "strada regia romana" e rappresentò la principale via di comunicazione tra Firenze e Roma fino alla costruzione dell’A 1.

Poiché la via Cassia tocca numerosi centri urbani ed è talvolta piuttosto trafficata, il turista più frettoloso potrà scegliere di percorrere il raccordo autostradale Firenze-Siena per lasciarlo ogniqualvolta desideri visitare una delle località qui proposte.

Prima di imboccare la via Cassia merita una visita la Certosa del Galluzzo che si erge sul colle di Montaguto a sud di Firenze. Fondata da Niccolò Acciaiuoli nel 14° secolo per ospitare i giovani fiorentini desiderosi di apprendere le arti liberali, è circondata da alte mura che insieme all’imponente Palazzo degli Studi le conferiscono l’aspetto di una fortezza. Nella Certosa, abitata da un gruppo di monaci Benedettini Circestensi, sono conservate importanti opere d’arte tra le quali 5 lunettoni con scene della Passione affrescati dal Pontormo tra il 1523 e il 1525 durante la sua permanenza qui per sfuggire alla peste che si era abbattuta su Firenze.

SAN CASCIANO IN VAL DI PESA

Proprietà dei Vescovi fiorentini fin dalla sua fondazione, San Casciano fu annessa alla Repubblica fiorentina nel XIII secolo e successivamente fu fortificata divenendo un castello di difesa dai pericoli provenienti dalla campagna senese. Rimangono ancora oggi tracce consistenti della cinta muraria e delle torri medievali.

Il Museo di San Casciano, con le sue due sezioni di arte Sacra e archeologica, accoglie pregevoli opere d’arte provenienti dal territorio. Il dossale attribuito a Coppo di Marcovaldo rappresentante San Michele Arcangelo e storie della sua leggenda e la Madonna col Bambino di A. Lorenzetti sono certamente le due opere più importanti .

Tra i principali monumenti, la Collegiata e la chiesa della Misericordia (o S. Maria al Prato) che conserva un ricco patrimonio di opere d’arte tra le quali un Crocifisso di Simone Martini.  Numerose le chiese presenti sul territorio che testimoniano l’importanza di S. Casciano nel medioevo e che meritano una visita tra cui la pieve di S. Cecilia a Decimo poco fuori il centro abitato, la pieve romanica di S. Giovanni in Sugana in direzione di Cerbaia e la pieve di S. Stefano a Campoli (databile 903) nei pressi di Mercatale Val di Pesa.

Tra le molte ville nei dintorni di S. Casciano ricordiamo villa i Collazzi e villa Tattoli nei pressi di Cerbaia e a S. Andrea in Percussina, la villa Bossi-Pucci detta l’Albergaccio famosa per il soggiorno di Niccolò Machiavelli.


TAVARNELLE IN VAL DI PESA
Tavarnelle deve il suo nome alle "tabernulae", i luoghi di sosta e ristoro lungo la "via regia" che univa Firenze a Siena e quindi a Roma. Interessanti le numerose chiese e pievi del territorio.  A una estremità dell’abitato si trova la chiesa di S. Lucia al Borghetto (XIII sec.) un ex convento francescano in stile gotico che conserva un pregevole Crocifisso di scuola trecentesca ed una Annunciazione di Neri di Bicci.

Poco fuori Tavarnelle, lasciata la via Cassia, si giunge a Morrocco dove è visitabile la chiesa di S. Maria del Carmine, costruita nel ‘400 e poi largamente rimaneggiata. All’interno sono conservati una Annunciazione in terracotta invetriata alla maniera di Andrea della Robbia ed una serie di frammenti di affreschi quattrocenteschi. Poco distante da Morrocco si trova l’antica pieve romanica di S. Pietro in Bossolo. Nella canonica è stato allestito il Museo di Arte Sacra dove vengono conservate opere provenienti dalle chiese dei piccoli nuclei abbandonati. Tra le opere più importanti ricordiamo una serie di tavole eseguite nel 1473 da Neri di Bicci per la chiesa di S. Maria al Morrocco ed una pala con la Madonna e il Bambino tra S. Martino e S. Sebastiano del cosiddetto Maestro di Tavarnelle.

Nel territorio di Tavarnelle merita certamente una visita San Donato in Poggio. Si tratta di un borgo medievale che conserva ancora notevoli resti della cinta muraria, edifici due-trecenteschi, il rinascimentale palazzo Malaspina, la chiesa di S. Maria della Neve (XV sec.) in stile gotico e la pieve romanica di San Donato che conserva un bel fonte battesimale in terracotta invetriata di G. della Robbia. Sulla strada che dalla Sambuca porta a Greve, si incontra l’imponente Badia a Passignano fondata nel 1049 dai monaci dell’ordine vallombrosano. Immersa nella campagna, circondata da un’intensa coltivazione di olivi, l’abbazia colpisce per il suo aspetto simile ad una fortezza con le mura e le torri merlate. Tra le numerose opere d’arte conservate nell’abbazia vanno ricordati gli affreschi del Passignano (1601) nella cappella maggiore della chiesa e soprattutto l’Ultima Cena affrescata da Domenico e Davide Ghirlandaio (1476-77) nel refettorio del monastero.

BARBERINO VAL D'ELSA

Circondato da una suggestiva campagna Barberino Val d'Elsa è circondato da ampi tratti di mura, con ancora due porte di accesso intatte. Il Palazzo Pretorio e lo Spedale dei Pellegrini testimoniano il passato medioevale sulle rotte di chi andava verso Roma a piedi.

Si raccomanda una visita nel luogo dove sorgeva il Castello di Semifonte, che fu distrutto dai Fiorentini nel 1202 e dove ora sorge la cupola ottagonale di San Donnino, che riproduce in scala quella fiorentina di Filippo Brunelleschi. Si consiglia anche una deviazione verso la pieve romanica di sant'Appiano, con gli interessanti resti dell'antico battistero, ormai solo quattro pilastri cruciformi.

GREVE IN CHIANTI

Non parliamo più di Cassia ma di via Chiantigiana, infatti Greve si trova su questa importante via di comunicazione che collega Firenze a Siena e mantiene ancora oggi un carattere più marcatamente rurale della via Cassia.

Greve si sviluppò fin dal XIII sec. come"mercatale" dei principali castelli della zona. La piazza principale di Greve, dall’originale forma di triangolo irregolare delimitato da bellissimi loggiati, è ancora oggi un importante punto di scambio, in particolare in occasione della Mostra Mercato del Chianti Classico che si svolge ogni anno a settembre.

Domina Greve il castello di Montefioralle che mantiene ancora intatta la struttura originale di borgo medievale con una stretta strada che gira anularmente fino a raggiungere la chiesetta di S. Stefano, dove si conserva un’interessante Madonna col Bambino duecentesca.  Notevoli anche i castelli di Uzzano, Verrazzano, Vicchiomaggio e Lamole. Poco distante da Greve, in direzione di Panzano, si trova la villa di Vignamaggio dove, secondo la tradizione, sarebbe nata Monna Lisa resa celebre da Leonardo.La pieve romanica di Panzano o di S. Leolino, risalente al X sec., conserva importanti opere d’arte tra le quali una preziosa tavola con la Madonna in trono i SS. Pietro e Paolo e storie dei due santi attribuita a Meliore di Jacopo (XIII sec.).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato il 7/4/2014

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